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Capitolo Uno. I modelli politici nell'Europa del Seicento.
     
     
Paragrafo 1 . La Francia di Luigi quattordicesimo.
     
All'indomani  della pace di Vestfalia (1648) e di quella  dei  Pirenei
(1659),  che avevano posto fine ai conflitti religiosi, la Francia  di
Mazzarino  e  di  Luigi quattordicesimo si affermava come  la  potenza
egemone  sul continente europeo. Mentre le ambizioni degli  imperatori
germanici   uscivano  nettamente  ridimensionate  dalla   guerra   dei
Trent'anni,  anche il primato militare spagnolo era stato  rimesso  in
discussione.
     Tuttavia   il   cammino  della  monarchia   francese   verso   la
costituzione  di uno stato forte e accentrato, che controllasse  tutti
gli aspetti della vita politica e sociale, da quello militare a quello
giudiziario, era lungi dall'essersi concluso. Iniziato ormai da  molti
secoli,   il  progressivo  rafforzamento  del  regno  francese   aveva
conosciuto un'accelerazione nel corso della guerra dei Cent'anni (1337-
1453),  ma  poi  aveva  subto un arresto  durante  il  conflitto  fra
cattolici  ed  ugonotti.  Con l'avvento di  Luigi  tredicesimo  e  del
cardinale  Richelieu, che avevano imposto in ogni  regione  del  paese
rappresentanti  regi,  noti con il nome di "intendenti"  e  dotati  di
grandi   poteri,   il   processo  si  era   nuovamente   avviato,   ma
sopravvivevano ancora in Francia particolarismi locali, due  religioni
separate, privilegi fiscali, consuetudini d'ogni sorta ed una  nobilt
ancora potente.
     Luigi  quattordicesimo,  nel corso del  suo  lungo  regno  (1643-
1715),  riusc ad eliminare alcuni di tali impedimenti e ad  istituire
un  tipo di potere statale molto forte, che si identific con  la  sua
stessa persona. Salito al trono ad appena cinque anni, la reggenza  fu
assunta  dalla  madre  Anna  d'Austria che, affiancata  dal  cardinale
Giulio  Mazzarino (1602-1661), successore di Richelieu, fu turbata  da
una   minacciosa   serie   di   rivolte,   fomentate   dal   movimento
antimonarchico  della fronda (1648-1653). Tale movimento,  cos  detto
dal  nome  di un'arma popolare usata nell'occasione contro  l'esercito
regio  (la  fionda), fu originato, oltre che dal malcontento  popolare
per la guerra contro la Spagna e per il connesso inasprimento fiscale,
dalla  resistenza dei ceti privilegiati alla politica di accentramento
del  potere perseguita dalla corona. Organizzata in un primo tempo dal
parlamento  di  Parigi  e successivamente dalla nobilt,  guidata  dal
principe di Cond, la fronda riport alcuni iniziali successi, ma  nel
1652  sub  una sconfitta decisiva, cui segu la totale riaffermazione
del potere monarchico.
     
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     Dopo  la  morte  di Mazzarino, Luigi quattordicesimo  assunse  in
prima persona tutte le decisioni politiche, senza pi demandarle ad un
primo  ministro,  tanto  che gli fu attribuita la  leggendaria  frase:
"L'tat  c'est  moi!"  ("Lo stato sono io!").  Egli  si  serv  di  un
ristretto  gruppo  di  fidati consiglieri, fra i quali  si  distinsero
Colbert  e  Louvois,  incaricati rispettivamente  dell'amministrazione
della finanza e dell'economia, e della riorganizzazione dell'esercito.
     Jean-Baptiste  Colbert (1619-1683), uomo politico  di  estrazione
borghese, si impegn innanzitutto nel controllo del bilancio statale e
nel recupero delle imposizioni fiscali inevase. Egli, in linea con  la
dottrina del mercantilismo (vedi capitolo Quattro, paragrafo 1),  mir
in  particolare all'incremento della ricchezza nazionale: a  tal  fine
istitu  celebri manifatture statali, come le vetrerie Saint-Gobain  e
la  fabbrica  di arazzi Gobelins, e incoraggi la costruzione  di  una
potente  flotta commerciale, che potesse rivaleggiare  con  quelle  di
Inghilterra ed Olanda.
     Franois-Michel  Le  Tellier, marchese  di  Louvois  (1603-1685),
coadiuvato  da  Sbastien Le Prestre, marchese di Vauban  e  ingegnere
militare,  dette  una  decisa impronta di modernit  e  di  efficienza
all'esercito, che divenne, con i suoi duecentomila effettivi,  il  pi
potente  d'Europa.  Esso, contraddistinto da una divisa  nazionale  ed
armato  con i nuovi fucili a baionetta, che rendevano ormai  superflua
l'alabarda,  costituiva una forza permanente al servizio dello  stato.
Le  truppe erano ancora in gran parte mercenarie, mentre gli ufficiali
superiori  venivano nominati direttamente dal re e i quadri  intermedi
si  dovevano  formare  in apposite accademie militari.  Il  territorio
francese, soprattutto lungo i confini, andava intanto costellandosi di
una  nutrita serie di grandi fortificazioni, capaci di resistere  agli
assedi ed alla potenza dell'artiglieria.
     La  burocrazia  regia, a cui avevano un sempre  maggiore  accesso
gli  esponenti  della  borghesia, grazie alla  vendita  delle  cariche
pubbliche,  andava ingrossandosi. In periferia e nelle  province,  che
avevano  goduto  in  passato di speciali autonomie,  gli  "intendenti"
assumevano  ora un potere politico e giudiziario sempre maggiore,  che
finiva per escludere di fatto da ogni responsabilit i parlamenti e  i
governatori  locali,  espressioni del particolarismo  e  della  classe
aristocratica.
     Dopo  aver  riformato in senso centralistico l'apparato  statale,
Luigi  quattordicesimo  si  accinse  a  eliminare  definitivamente  le
minoranze   religiose  della  Francia,  perseguitando  gli   ugonotti.
Inizialmente  esercit  varie  forme  di  pressione  per  spingere   i
protestanti all'abiura, quindi eman l'editto di Fontainebleau (1685),
che, dichiarando nullo il precedente editto di tolleranza promulgato a
Nantes  nel  1598  da  Enrico quarto, obbligava  tutti  i  francesi  a
riconoscere  e  praticare  il  culto cattolico.  Alcune  centinaia  di
migliaia  di  calvinisti,  nonostante la  proibizione  governativa  di
abbandonare  il  paese,  preferirono  emigrare  negli  stati   europei
protestanti,  come  Inghilterra, Olanda e  Germania,  depauperando  la
Francia  di  un  operoso strato di mercanti e di artigiani.  Ormai  il
tempo in cui gli ugonotti potevano opporsi con la forza alla monarchia
cattolica,  chiusi nelle loro fortezze, era terminato.  Ma  il  re  di
Francia  non  si accontent di liquidare soltanto il culto calvinista;
egli  si  accan  anche  contro una corrente riformatrice  interna  al
Cristianesimo, quella giansenista, che era stata ispirata dal  vescovo
cattolico olandese Cornelio Giansenio (1585-1638). Tale corrente,  che
auspicava  una  religiosit  rigorosa ed austera,  prossima  a  quella
calvinista,
     
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     ed  era  osteggiata  dalla  Chiesa cattolica,  aveva  il  proprio
caposaldo  nel  monastero  di  Port-Royal,  presso  Versailles,   dove
solevano  radunarsi monaci ed intellettuali sospettati  di  congiurare
contro  l'assolutismo.  Il  monastero fu cos  disattivato  ed  infine
distrutto nei primi anni del Settecento.
     Luigi  quattordicesimo, che elesse a proprio simbolo il  sole,  a
cui intendeva paragonarsi, tanto da fregiarsi del titolo di "Re Sole",
decise  di premunirsi dal contatto con Parigi, che in passato  si  era
rivelato pericoloso per il ripetersi di sommosse, e spost la  propria
residenza nel vicino villaggio di Versailles, dove fece edificare  una
reggia   dallo   sfarzo  inaudito.  Qui  attir   una   grossa   parte
dell'aristocrazia,  a  cui egli conservava  i  privilegi  economici  e
fiscali di cui godeva, ma che aveva reso politicamente inoffensiva: il
sovrano  la trasform in una casta di cortigiani suddivisa  in  rigide
gerarchie,  e in tutto sottomessa ai voleri del monarca. La  corte  di
Versailles, cuore dello stato francese, allargatasi in pochi anni fino
a  contare diecimila presenze, ruotava intorno alla figura del re  nel
rispetto  di una precisa e formale "etichetta", che finiva  quasi  per
renderlo  un  oggetto di culto, lontano ed inaccessibile.  Versailles,
oltre che capitale effettiva, divenne anche un grande centro culturale
europeo,   dove  affluirono  letterati  e  musicisti  di  fama,   come
Corneille, Racine, Molire e Lulli.
